La rotatoria, completata il 10 maggio scorso, al termine di via XXIV Maggio ha avuto un effetto imprevisto per il turismo viestano.
Le corriere che si fermavano da sempre nel piazzale di fronte alla caserma della Forestale, sono state sfrattate. Con la scusa dello scarso spazio di manovra le fermate sono state trasferite dalla sera alla mattina da un luogo in pieno centro a uno in periferia, a stento servito dai bus di linea in estate. Si fregano le mani i conducenti di taxi ma non certo i viaggiatori che dopo dieci, dodici ore di viaggio sui pullmann delle Ferrovie del Gargano si ritrovano a Vieste in via Verdi senza punti di riferimento.
Arrivati a sera devono chiedere a chi incontrano il luogo dove devono recarsi.
Un’immagine di disorganizzazione totale: a volerla mettere insieme non si sarebbe potuto fare di peggio. Proviamo a elencare: niente manifesti in paese, due soli pali in metallo con le targhette delle compagnie per indicare fermate e senza orari di transito. Neanche una panchina per fare sedere in viaggiatori in partenza che avevano come unica alternativa il marciapiede a filo della strada. Il primo sedile è stato sistemato il 21 luglio, altre due il 23 per un totale di 12 posti a sedere (con un po’ di buona volontà); per i 300-500 viaggiatori estivi che ogni giorno partono e arrivano a Vieste e da Vieste è tutto. Ci sono due alberi per l’ombra, ma zero informazioni e neppure un cartello che informi chi arriva dove si trova rispetto alle spiagge e alle strutture turistiche.
Che dire? Benvenuti a Vieste!
Il biglietto da visita della sedicente capitale del turismo è questo.


