VIESTE - Una messa in suo suffragio in una Cattedrale affollata da amici e parenti, questa la cronaca dell'anniversario della scomparsa di Michele Mafrolla.
Il giovane viestano è stato preso ed ucciso la sera del 23 luglio 2011 ma a distanza di un anno è buio fitto sull'omicidio.
Il suo corpo venne ritrovato molte settimane dopo in avanzato stato di decomposizione e grazie alle ulteriori investigazioni dei familiari furono ritrovati numerosi oggetti personali dello scomparso.
Autopsia di rito a confermare un colpo al petto da distanza ravvicinata e nulla più se non il silenzio e la mancanza di qualunque indizio investigativo utile.
Puntate di "Chi l'ha visto" e continui scoop giornalistici e "gossip" locali e nulla più.
Non ci sono degli imputati, non c'è un movente, solo il dolore profondo di una famiglia lacerata.
Dopo i due fratelli Piscopo anche il caso Mafrolla resterà tra gli insoluti, i "cold case" dei telefilm americani?
Sono in molti a temerlo in primis parenti ed amici di Michele che cercano in tutti i modi di tenere viva la propria speranza di giustizia.
Il silenzio prima o poi verrà interrotto? Qualcuno confesserà l'orribile omicidio? Qualche uomo di coscienza si ribellerà all'omertà?
25 luglio 2012





