08/08/2026| 1793 articoli presenti
 

Mafia del Gagano, arrestato Arena a Rimini
Indagini a tutto campo per la bomba
sotto l'auto
del carabiniere

Mafia del Gagano, arrestato Arena a Rimini
Indagini a tutto campo per la bomba
sotto l'auto
del carabiniere

Con l'arresto di Antonio Arena, 50 anni, in un albergo di Rimini da parte della Guardia di Finanza, si conclude il primo round delle indagini dopo l'attentato dinamitardo che ha distrutto a Vieste l'auto di un carabiniere parcheggiata nei pressi della caserma.
 
L'ennesimo gesto di sfida da parte di latitanti e malavitosi che ha voluto dimostrare una preparazione militare e una scelta strategica chiara da parte di chi tiene le mani sulle vene della società viestana e dell'intero Gargano.
 
Non è un caso che l'attentato sia stato effettuato in pieno giorno, a pochi metri di distanza dai muri dove lavorano gli uomini in divisa.
 
E per giunta in un orario in cui avrebbero potuto passare nelle vicinanze i bambini da poco usciti da scuola.
 
Il messaggio è chiaro: "Possiamo colpire dove vogliamo, chi vogliamo e quando vogliamo".
 
Insomma, la scelta classica dei gruppi terroristici di ogni latitudine e colore.
 
Questo dichiarazione di guerra allo Stato e ai cittadini è stata per il momento raccolta con due operazioni nel giro di 48 ore, altrettanto simboliche.
 
Da un lato i carabinieri di Vieste hanno perquisito la casa di Notarangelo, 34 anni, che viene indicato come il capo di tutti gli affari criminali che ruotano attorno al nostro paese e nei territori vicini.
 
Dall'altro l'arresto in Romagna di uno dei vertici del clan Romito, che da anni contende ai Libergolis la supremazia sul Gargano e la gestione dei traffici illeciti che si saldano con le grandi organizzazioni malavitose già radicate tra Cerignola e San Severo.
 
Ora Arena, originario di Manfredonia,  dovrà scontare le numerose condanne definitive che gli sono state inflitte dai tribunali di Foggia, Bari e del resto d'Italia.
 
Sulla Riviera Romagnola (che coincidenza, sempre nelle zone turistiche vanno a insediarsi i gruppi malavitosi, dove sono sicuri di trovare alleati anonimi!) Arena era sicuro di aver inventato una perfetta macchina per far soldi.
 
Assieme a due complici, arrestati con lui in camera, il manfredoniano contattava le aziende per acquisti in contanti tramite società create dai suoi prestanome.
 
Compravano di tutto, dai vestiti all'arredamento per alberghi e villaggi turistici, e pagavano sempre nello stesso modo: assegni a vuoto.
 
Le vittime se ne accorgevano tardi e quando iniziavano le ricerche dei compratori fasulli non c'era più traccia.
 
Ora i carabinieri stanno passando al setaccio in tutta Foggia i canali sotterranei che possono aver portato a Vieste l'esplosivo per risalire agli autori e ai mandanti dell'attentato.