16/07/2026| 1793 articoli presenti
 

"O si lavora insieme o elezioni"
A Vico il sindaco Damiani si dimette

VICO DEL GARGANO - Le annunciate dimissioni del sindaco di Vico Luigi Damiani sono arrivate come un fulmine a ciel sereno un pò in tutti i Comuni del Gargano Nord.
 
Ma come? Proprio il sindaco eletto con una brigata composta da esuli di altre formazioni, da destra e da sinistra, che per quattro anni ha tenuto il punto di un'amministrazione attenta e corretta adesso dice "Basta"? E butta la spugna?
 
Meglio fare un passo alla volta e chiedere al diretto interessato, anche perchè solo quando le dimissioni verrano discusse e accettate si arriverà alla chiusura dell'attuale maggioranza per andare a elezioni anticipate. Forse anche a maggio, fra tre mesi, se i tempi tecnici lo consentiranno. E i vichesi? Reagiscono sorpresi anche se lo psicodramma delle ultime ore forse li incuriosisce anziche preoccuparli.
 
Nel giro di una settimana per equilibri interni del mondo politico locali sono stati sconvolti. Tanto per cominciare l'ex sindaco Matteo Cannarozzi è tornato sugli scudi con la rinnovata UdC (cioè Unione di Capitanata) ed è diventato assessore provinciale al Bilancio. Insomma, piuttosto che niente è sempre qualcosa per una persona che ha sempre avuto due passioni principali, la professione di medico e la presenza in politica.
 
Del resto la svolta era nell'aria dopo che l'Udc (quella fondata da Casini a livello nazionale e che rivendica orgogliosamente le radici Democratico Cristiane) è diventata un feudo personale del deputato Cera. Quest'ultimo, in odore di addio alla squadra di Casini verso i lidi berlusconiani, ha avuto mano libera nella sua provincia.
 
Così appena ha avuto in mano lo scettro del comando, ha acceso la miccia di una rincorsa alle poltrone in nome della logica "O con me o contro di me". Decollato Cannarozzi verso Foggia, il presidente del consiglio comunale di Vico Costanzo Di Iorio all'ultimo consiglio comunale del 18 febbraio ha dichiarato di non riconoscersi più nella maggioranza ma nella minoranza. Così l'ex indipendente dell'Udc a Vico ha fatto comunella col consigliere di 'Vico Cresce', Sementino (anche lui di osservanza Udc e molto, molto sensibile a Cera) ed è nato il cosiddetto Gruppo Misto.
 
Tutto a posto? No, perchè il giorno dopo in una qualche maniera ha detto di essere stato frainteso e che non parlava sul serio.
 
In questo clima Damiani ha preso atto che comunque, di fronte a un mercato di lusinghe e promesse da tutte le parti e che toccava anche alcuni elementi della sua giunta, l'ultimo anno di amministrazione non poteva passare col tira-e-molla.
 
"Il Piano delle Coste - scandisce Damiani parlando con la 'Voce di Vieste' - e quello Urbanistico sono stati approvati e ora devono essere messi in pratica, assieme agli altri progetti costruiti sinora e che vanno conclusi. Se a qualcuno non sta bene lo dica pure, ma nessuno finora ha detto no. Il fatto è che vedo un generale disimpegno che non può essere accettato di fronte ai grossi impegni di lavoro che ci aspettano. Vico non può aspettare. E nemmeno io. Piuttosto che vivacchiare per restare inchiodati a una poltrona è meglio andare a casa. E pure restituire la parola agli elettori".
 
Dimissioni con l'elastico dunque? Forse. Ma anche l'arma finale per stanare i più riottosi che stanno con un piede dentro e uno fuori.
Dimostrando di non aver paura di salutare il palazzo municiplae Damiani ha mandato un segnale forte. E anche un segnale di stile politico che in Gargano non si vedeva da tempo.