Le immagini, le testimonianze di quanto accaduto in Giappone ci fanno comprendere la gravità del disastro che ha colpito la popolazione giapponese.
Anche Tokio, la megalopoli di circa 20 milioni di abitanti, ha vissuto attimi di panico vero tra grattacieli che ondeggiavano e piccoli crolli.
Ecco la testimonianza dell'ultimo contatto di Raffaele Disanti da che Tokio, visto il blocco dei telefoni. ha inviato con il computer ai suoi amici di Vieste con Facebook. Il più assiduo nel carcare di contattarlo è il suo amico Carlantonio Dirodi, da tempo cuoco a Shangai e in questi mesi a Vieste, che da giorni sta cercando di prendere contatto con lui. Sinora tutto inutile, le linee telefoniche funzionano a singhiozzo e gli unici contatti certi sono garantiti, a intermittenza, dai collegamenti via satellite.
"Roba da non crederci! - scrive Disanti, che anche l'altro giorno si stava recando da alcuni suoi clienti che comprano olio di Vieste - Sono dieci anni che vivo in Giappone ma una scossa come ieri con 8,9 gradi Richter, credetemi, non si dimentica. Ero nella metropolitana di Tokyo e poco prima di uscire, poco prima delle 15, quando il pavimento su cui camminavamo ha iniziatto a muoversi"
Raffaele ha poi continuato spiegando di aver visto oscillare gli altissimi grattacieli di Tokio in maniera spaventosa: "Non credevo ai miei occhi, quasi si toccavano - continua - Così abbiamo deciso con mia moglie di restare fuori per la notte. Sono riuscito a rientrare a casa solo alle 7 del mattino visto che ogni treno è stato bloccato per precauzione".
Ora sul Giappone e su Tokio la paura della contaminazione radioattiva. La centrale da cui stanno uscendo una gran quantità di radiazioni è a soli 150 km da Tokio. Nelle ore in cui scriviamo si teme che anche la seconda centrale nucleare possa cedere investendo il Giappone con nube atomica come non si era vista dallo scoppio delle prime bombe nel 1945 a Hiroshima e Nagasaki.
Verrà in parte investita dalla nube radioattiva la capitale nipponica già martoriata dal sisma?





