VIESTE - Da Vieste a Merino e ritorno seguendo i sentieri deri pellegrini che da secoli portano i fedeli sul percorso fatto
dalla statua della Patrona.
Anche quest'anno una grande folla ha seguito il tabernacolo portato a spalla dai devoti e neppure il vento freddo è riuscito ad affievolire lo spirito di chi ha raggiunto il nostro paese proprio per poter seguire, anche solo per poche ore, il culto della Madonna dei Viestani.
Decisamente più efficace quest'anno il servizio d'ordine per regolare lo svolgimento della processione e soprattutto il rito del trasporto dell'icona sacra, che quest'anno non ha registrato particolari problemi nonostante il grande afflusso di persone che si sono date il cambio nel tenere sulle spalle i sostegni della portantina.
Neppure il vento freddo, con una bora che ha spazzato la costa nord del Gargano, ha creato ostacoli.
E' vero che le persone più anziane sono rimaste in paese ma quando la statua sacra è stata sistemata nella villa erano tutti presenti; anche i più tradizionalisti non hanno fatto mancare al vescovo Castoro il calore dei corredi stesi ai balconi e i petali di rose lanciati a migliaia nei primi metri del tragitto.
L'allegria delle musiche delle bande che per tre giorni hanno invaso pacificamente le strade del paese hanno fatto il resto.
Quest'anno la formazione di Conversano (Bari) si è affiancata in maniera efficace alle altre due viestane, con sorprese musicali di ogni genere.
Chi ha voluto fare il paragone con le 'marching band' inglesi e americane è servito: le orchestre di casa nostra non hanno nulla da invidiare a quelle che si vedono in televisione.
La magia dei fuochi d'artificio alla fine della serata ha fatto il resto, consegnando anche l'edizione 2011 della festa al lungo elenco delle celebrazioni riuscite, per una devozione che attraversa i secoli, senza cedimenti.





