16/07/2026| 1793 articoli presenti
 

Finanza, blitz antimafia
Controlli e sequestri a raffica
Sequestrati beni per 10mln a Notarangelo
Chiuso il bar di Spina Diana

Finanza, blitz antimafia
Controlli e sequestri a raffica
Sequestrati beni per 10mln a Notarangelo
Chiuso il bar di Spina Diana

VIESTE - Massiccia operazione antimafia questa mattina a Vieste. Nel blitz anticrimine sono stati impegnati decine di finanziaeri dei nuclei speciali coordinati da un elicottero, sempre delle fiamme gialle.

Il paese è stato pattugliato dall'alto non solo per controllare le operazioni ma anche per operare alcune riprese aeree.

Gli uomini in divisa si sono mossi nello stesso momento su tre punti diversi della città: il bar "Why not?" gestisto da Vincenzo Spina Diana, i cui locali sono di proprietà del padre l'ex sindaco Mimì Spina Diana.

Sono anche stati passati al setaccio il deposito e il parcheggio in località Defensola comprato da Angelo Notarangelo - indicato come il capo della mafia garganica del nord del Promontorio - oltre che la sua abitazione in località Coppitella.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, in esecuzione di un provvedimento emesso dal gip di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito il sequestro di beni mobili ed immobili per un valore di circa 10 milioni di euro.

Il provvedimento oltre a colpire Angelo Notarangelo ha interessato anche altri due presunti affiliati, Domenico Colangelo e Marco Raduano.

I due erano stati gia' colpiti da una ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai carabinieri di Foggia per i reati di estorsione con l'aggravante del metodo mafioso e ricettazione, nell'ambito dell'operazione 'Medioevo'.

Complessivamente i beni sequestrati ammontano a 30, appartamenti -ville - terreni e box auto, anche 2 compendi aziendali, quote societarie ed autoveicoli.

Le indagini del Gruppo di Investigazione sulla Criminalita' Organizzata (il G.I.C.O.) della Guardia di Finanza, svolte con l'ausilio del Servizio Centrale Investigazioni sulla Criminalita' organizzata di Roma, hanno individuato tutti i beni che alcuni degli arrestati possedevano direttamente ed indirettamente soprattutto tramite soggetti 'prestanome' (soprattutto familiari degli arrestati) ai quali era stata intestata parte degli immobili sottoposti a sequestro.

Si è potuti arrivare alla individuazione di molti beni alla luce netta sproporzione tra i redditi dichiarati dagli indagati ed il patrimonio dagli stessi posseduto, da ritenersi, probabilmente, costituito con i proventi delle attivita' illecite.

Tutta l'operazione è stata tenuta nel massimo riserbo ma questa mattina quando i finanzieri hanno occupato strade ed incroci è stato impossibile non accorgersi dell'enorme dispiegamento di forze; macchine, uomini in tenuta antisommossa, Baschi Verdi e anche Carabinieri, impeganti in ausilio per l'occasione.

Le forze dell'ordine hanno tenuto lontani i curiosi mentre all'interno degli stabili procedevano le ispezioni.

A quanto risulta sin'ora è stata acquisita varia documentazione.

I particolari dell'operazione non sono stati ancora resi tutti noti per evidenti motivi investigativi ma c'è da aspettarsi nuovi sviluppi.

Sulle motivazioni e gli obiettivi del blitz non paiono esserci dubbi: Angelo Notarangelo in carcere da alcune settimane è stato ed è a vario titolo proprietario o gestore degli immobili al centro dei controlli dei finanzieri.

L'ipotesi più accreditata è quella di un sequestro preventivo ai fini di una confisca.

Gli inquirenti sono stati visti salire anche nello stabile dell'ex sindaco Mimì Spina Diana, ricandidato primo cittadino e, sebbene siano rimasti a lungo a coloquio, tutto rimane ancora top secret.