Non è tutto. "Il famigerato decreto 81/2009 (Norme per la riorganizzazione della rete scolastica) , rivedendo i parametri precedenti, non solo aumenta i numeri massimi di alunni per classe, ma addirittura allâ??art.4 prevede la possibilità di derogare in aumento fino al 10%, prevedendo quindi che per la scuola secondaria di secondo grado ci siano in ogni aula non meno di 27 e fino a 30 alunni elevabili a 33 (+10%)".
Eâ?? evidente che i parametri massimi fissati dal DPR 81/2009 della riforma Gelmini sono tutti palesemente in contrasto con le norme vigenti in materia di sicurezza.
Classificare quindi con il nome di â??classi pollaioâ?� quelle in cui si stipano più di 38 - 44 alunni è palesemente riduttivo, quando ci si affaccia in quellâ??aula è un salto di diverse decine di gradi di latitudine verso sud fino ad arrivare allo standard delle scuole africane.
Lâ??ordinanza emessa il 31 agosto scorso dal TAR Molise (N 163/2011) con sospensiva che lega il numero degli alunni delle classi allâ??edilizia scolastica, ovvero allâ??effettiva grandezza delle aule, ci segnala che il problema câ??è e continua a presentarsi in tutta Italia.
Lâ??ordinanza stabilisce inoltre che lâ??Ufficio Scolastico Regionale è obbligato a verificare preventivamente il rispetto delle norme igieniche e di sicurezza delle scuole, anche in presenza di possibili inadempienze imputabili a province e comuni quali enti responsabili della fornitura e manutenzione degli edifici scolastici.
Eâ?? una sentenza importantissima che permette di impugnare direttamente le lettere degli Uffici scolastici regionali del MIUR che autorizzano le classi pollaio, ovvero classi formate con più di 25-26 alunni a prescindere dalla grandezza reale dellâ??aula (che comunque non rispetta lâ??indice individuale per alunno di 1,96 mq netti per le superiori).
La lettera dell'Ufficio Scolastico Regionale s'impugna davanti al TAR Puglia. Proponiamo una class action tra i genitori ed i docenti costretti a stare in classi dove la sicurezza è una chimera.




