VIESTE - Il grido di dolore di Giovanni Mafrolla e Libera Potè ora non potrà più essere ignorato.
Se la trasmissione di Federica Sciarelli, "Chi l'ha Visto?" in onda stasera su Rai 3, darà voce ai due viestani allora bisognerà pure che qualcuno scenda dal piedestallo e affronti la questione senza scuse nè rinvii.
La scomparsa, e il quasi certo omicidio del figlio Michele, continuano a essere avvolti nella nebbia a quasi due mesi di distanza dall'ultima volta in cui fu visto vivo.
La sera del 24 luglio scorso uscì dalla casa dei genitori alla Chiesiola pochi minuti prima di cenare. Prese il suo malandato scooter e si avviò fuori.
Da quel momento è "desaparecido", come dicono in Sudamerica delle persone che non hanno fatto più ritorno a casa ma di cui si sa bene che sono state uccise.
In Italia si chiama lupara bianca, l'omicidio con la scomparsa del cadavere, che in Gargano ha colpito altre cinque famiglie in tre anni.
La prima a essere convinta della tragica fine del figlio è proprio la signora Libera Potè, consumata dalle lacrime ma per niente piegata. "Sono convinta che mio figlio sia stato ucciso per due motivi - ha detto in buona sostanza ai microfoni di Rai 3 - Prima di tutto non è da lui non dare messaggi alla famiglia e poi se si fosse trattato di un rapimento qualcuno avrebbe mandato messaggi. Cosa che non è affatto successa. In secondo luogo chi lo ha fatto sparire come poteva permettersi di tenerlo per tanto tempo nascosto? Lo so. Come madre mi sento dentro che l'hanno ucciso".
Suo padre Giovanni è un fiume in piena. Ai giornalisti e ai cameraman di "Chi l'ha Visto?" ha parlato senza giri di parole: "Come mai - ha detto tra l'altro - da parte delle istituzioni locali non c'è stato un attestato di solidarietà com'è accaduto per i fratelli Piscopo? Perchè non si fa un dibattito in Comune? O un'iniziativa pubblica come una fiaccolata come accadde per i due fratelli di Sfinalicchio rapiti e poi uccisi? Se Vieste è un paese che vuole affrontare l'emergenza criminalità non può passare sotto silenzio un fatto così grave. E' impensabile che chi ha ucciso Michele lo abbia fatto solo per dispetto o per ragioni di gelosia. Chi poteva essere così organizzato da portare a termine un omicidio così curato e poi essere in grado di far sparire il cadavere? Ecco, io tutto questo non riesco a figurarmelo, questa non può essere solo una storia di liti tra ragazzi. Non mi spiego questo come non mi spiego i silenzi del consiglio comunale, dell'amministrazione e del sindaco. Forse che mio figlio è un morto di serie B?"
La congiura del silenzio, il rifiuto di onorare la memoria: sono questi i tormenti di una famiglia che non ha neppure una tomba dove mettere i fiori per la scomparsa di quel figlio così tanto amato e così sfortunato da finire ammazzato e seppellito di nascosto.
I genitori tengono le labbra serrate quando i giornalisti fanno domande sulla sua fidanzata, oggi ancora minorenne e ormai in procinto di mettere alla luce un bambino, che disse che quella sera aspettava Michele a casa.
Su tutta la vicenda non ha detto nulla, se non quello che ha fatto scrivere a verbale nelle prime battute dell'inchiesta.
Davvero, in tutta questa storia i misteri sono troppi.
21 settembre 2011




