18/10/2026| 1793 articoli presenti
 

Lupara bianca a Vieste, su Rai 3
Appello a chi ha sequestrato Michele
E ora chi sa deve parlare

Lupara bianca a Vieste, su Rai 3
Appello a chi ha sequestrato Michele
E ora chi sa deve parlare

VIESTE - Un robusto servizio giornalistico, molto attento a non lanciare accuse a casaccio, ma al tempo stesso puntuale nel documentare fatti e misfatti, certezze e misteri nel caso del sequestro di Michele Mafrolla.
 
Il suo caso, dalla sera del 24 luglio in cui è uscito di casa e non è più tornato, ha tenuto incollati davanti ai teleschermi milioni di italiani che hanno ascoltato dalla viva voce dei genitori, il racconto di una scomparsa misteriosa, di un caso di 'lupara bianca', cioè di un omicidio mascherato da sequestro di persona.
 
Da subito si è capito che non si trattava di un rapimento, sia perchè i genitori vivono del proprio lavoro e non hanno proprietà e sia perchè nessuno ha avanzato proposte di riscatto.
 
Da questo punto di vista i genitori hanno chiarito che la vicenda, forse nata da scontri e contrasti personali per una vicenda di un amore contrastato, è finita in un'omicidio. "La questione è stata sottovalutata sin dall'inizio - ha fatto capire tra l'altro il padre Giovanni - Noi abbiamo parlato con tante persone in questi due mesi e ci siamo fatti una nostra idea. Ma tante sono le cose che non quadrano, tanti sono i silenzi di persone che potrebbero parlare e che invece non dicono nulla".
 
Giovanni Mafrolla ha condotto l'intervistatore sui luoghi in cui è stato ritrovato lo scooter di Michele e anche nelle campagne attorno a Vieste dove potrebbero aver organizzato il sequestro. 
 
La sua convinzione, in buona sostanza, è che Michele sia stato attirato con un tranello in un agguato che gli era stato teso assieme a persone che lui conosceva bene o a cui comunque dava fiducia.
 
Questa sarebbe la ragione per cui alcuni giorni prima aveva preso l'auto in prestito dal padre per recarsi fuori paese per un non meglio precisato affare legato, forse, all'acquisto di un motorino.
 
Evidentemente, ragiona sempre il padre ai microfoni di "Chi l'ha visto", in quell'occasione il sequestro non è riuscito perchè Michele era in auto e quindi poteva fuggire agevolmente.
 
Il trucco dell'acquisto a buon prezzo è stato ripetuto e qualcuno deve essere venuto a prenderlo sulla strada che dalla Chiesuola va verso le campagne.
 
Evidentemente Michele era d'accordo che qualcuno lo accompagnasse in macchina e quel qualcuno doveva conoscerlo bene.
 
La riprova sta nel fatto che il motorino è stato parcheggiato ordinatamente e che i cani che hanno annusato la traccia si sono fermati senza più indicazioni proprio dove è stato lasciato lo scooter dello scomparso.
 
"Vi chiediamo di avere pietà di una madre e di una famiglia e di restituirci almeno il corpo" ha detto la madre Libera Potè, con la voce rotta dall'emozione rivolgendosi ai rapitori e forse anche assassini".
 
Il cronista di Rai Tre ha aggiunto un altro appello, più diretto.  "Michele - riassumiamo in buona sostanza - era innomorato di quella ragazza che era stata la sua fidanzata prima di lasciarlo, mettersi con un altro ragazzo e rimanere incinta. Quando l'ha ripresa vicino a sè, anche se aspettava una bambina da un altro uomo, ha difeso la sua scelta sino all'ultimo. Anche in famiglia ha sempre ripetuto che i figli sono di chi li alleva con amore più che di chi li ha solo concepiti e lui si sentiva più che pronto a fare il padre, tanto è vero che stava preparando il trasloco con la ragazza.
 
Quella convivenza non ci sarà mai. Capisco che la ragazza, ancora minorenne per pochi giorni, non voglia dire nulla e preferisca pensare alla sua vita, in questo momento. Ma il padre della bambina che nascerà non ha nulla da dire? Eppure noi eravamo più che disponibili a dargli la parola. Però ha preferito tacere".
 
Già, un altro silenzio. Un'altra porta chiusa.
 
Come quella del Palazzo Comunale dove, come dimostrano i fatti, c'è un accordo tra maggioranza e opposizione per evitare di parlare di questo caso come di altri fatti criminali. Nessuna mobilitazione, ma nemmeno una discussione pubblica per far vedere al popolo viestano che gli eletti sono a fianco dei loro elettori, anche nel capire e affrontare insieme le vicende più gravi.
 
Oggi il consiglio comunale si riunirà di nuovo. Dopo l'estate e non c'è più l'alibi della stagione turistica da gestire e magari pure del buon nome da difendere.
 
Qualche consigliere di minoranza chiederà ai colleghi una discussione aperta?
 
La giunta guidata dal sindaco farà la proposta all'opposizione per un momento di discussione che metta da parte le differenze politiche per un obbiettivo comune, molto più sentito dai cittadini delle beghe politiche?
 
O dobbiamo concludere che il silenzio sul caso di Michele Mafrolla fa comodo a tutti?