VIESTE - Durante la fase più buia della scomparsa di Michele Mafrolla una sua parente, di qualche anno più giovane di lui, gli scrisse una lettera colma di affetto per quello che il giovane rappresentava per tutta la famiglia.
Un grido d'affetto e di dolore che sperava che in qualche maniera potesse arrivare alla vittima del sequestro.
Non aveva razionali speranze di trovarlo vivo ma, con la caparbietà dei giovani che sono convinti delle loro idee, sperava almeno di toccare il cuore dei suoi sequestratori affinchè si facessero vivi per far terminare l'angoscia, per far uscire dal tunnel della disperazione una famiglia distrutta da una violenza troppo grande e troppo ingiusta.
Pochissimi giorni dopo ci fu il ritrovamento della salma di Michele, o almeno di quello che rimaneva di lui.
Uno scheletro e pochi brandelli di vestiti, un telefonino spaccato e le sue scarpe finite sopra e sotto un cespuglio e trovate a giorni di distanza, da chi è tornato a Valle Palombara a perlustrare il terreno.
Per lei, come per i famigliari più stretti, è calato il buio sulle loro esistenze.
Niente sarà più come prima.
Ciononostante, visto che lei continua a chiederlo come gesto di omaggio e di lutto per lo scomparso, pubblichiamo volentieri la sua lettera, traboccante di affetto e lucida consapevolezza di non poterlo più rivederlo vivo.
Il suo messaggio più profondo sta in una riga: "Chi ti ha fatto questo non sapeva che persona eri. Hanno distrutto una famiglia".
Ecco il testo della lettera.
"Vivo con te da quando ero molto piccola e con te ho sempere avuto una confidenza speciale, come un mio fratello. Con te ho imparato a parlare di tutto, perchè hai la capacità di capirmi solo guardandomi.
Quante cose abbiamo fatto insieme, quante cose mi hai raccontato e quanti consigli sei stato capace di darmi!
Quante parole sono uscite dalla tua bocca per vedermi sorridere quando magari ero giu di morale....
Quante storie paurose mi hai raccontato la notte prima di andare a dormire. E ora?
Non ci siamo visti da marzo. A luglio dopo la telefonata di mia mamma in cui mi ha raccontato quello che era successo mi è crollato il mondo addosso. Avevo già intenzione di tornare qui a Vieste, ma dopo tutto quello che mi era stato raccontato era inevitabile preparare le valige e partire.
A casa tua ho trovato tutto cambiato. Non si respira più, tutto si è fermato quel maledetto giorno.
Adoro i tuoi genitori, la tua famiglia, le feste che facevamo tutti insieme con le tavolate della domenica!
Chi ti ha fatto del male non sa quanto sei meraviglioso: il Michele che conosco io pochi lo conoscono!
Hanno distrutto tutto! Hanno distrutto due genitori. Il dolore che proviamo è immenso. Non so se riusciremo ancora a condividere le nostre giornate insieme. Una cosa però è sicura, mi ricorderò sempre di te.
Mi auguro che un giorno tutto cambierà e che tu possa tornare tra noi, tra la gente che ti ama davvero.
Parlo di te al presente, perchè in realtà ancora non realizzo del tutto quello che è successo.
Te lo ripeto, ti voglio bene e spero che i baci ti raggiungano ovunque tu sia".
24 novembre 2011





